È l’intolleranza alimentare più frequente, diffusa soprattutto tra le donne (in Italia oltre 96.000 diagnosi contro le 38.600 degli uomini). Cresce l'attenzione, ma i casi accertati sarebbero solo un quarto di quelli reali. Dal ministero la mappa dei numeri, delle leggi e dei centri per gestire la celiachia.
La celiachia è l’intolleranza alimentare più frequente a livello mondiale con una prevalenza stimata intorno all’1%, considerando sia la fascia degli adulti sia quella dei bambini. La sua incidenza, però, resta ancora molto sottostimata, nonostante cresca l’attenzione a questo disturbo e, contestualmente, la normativa in materia e anche i servizi a disposizioni, tra cui punti vendita alimentari e ristoranti per celiaci.
Secondo la Relazione annuale al Parlamento del Ministero della Salute sulla celiachia (dati anno 2011), il numero teorico di celiaci dovrebbe essere intorno ai 600.0000, ma le persone a cui è stata realmente fatta una diagnosi di celiachia sono solo 135.800. Purtroppo solo un quarto di quelli stimati. I dati del 2011 che Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano trasmettono ogni anno al Ministero della Salute confermano comunque il trend di diagnosi in aumento nel tempo. E una prevalenza inferiore a quella mondiale: 1,00% circa contro lo 0,23 % italiano.
Secondo la Relazione annuale al Parlamento del Ministero della Salute sulla celiachia (dati anno 2011), il numero teorico di celiaci dovrebbe essere intorno ai 600.0000, ma le persone a cui è stata realmente fatta una diagnosi di celiachia sono solo 135.800. Purtroppo solo un quarto di quelli stimati. I dati del 2011 che Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano trasmettono ogni anno al Ministero della Salute confermano comunque il trend di diagnosi in aumento nel tempo. E una prevalenza inferiore a quella mondiale: 1,00% circa contro lo 0,23 % italiano.