lunedì 16 dicembre 2013

Menti inferme. Morire di cemento in un paese che scompare


Mal di cemento. Negli ultimi cinque anni il consumo di suolo in Italia è cresciuto al ritmo di oltre 8 metri quadrati al secondo, pari al 6,9% del territorio nel 2010. Per ogni italiano sono andati persi più di 340 mq all'anno. Ogni 5 mesi perdiamo una quantità disuolo pari a quella del comune di Napoli e ogni anno ad essere divorata dal cemento è un'area vasta quanto Milano e Firenze.


Alimentazione e diete: Celiachia, in Italia 135.800 diagnosi, ma i malati sarebbero 600 mila

È l’intolleranza alimentare più frequente, diffusa soprattutto tra le donne (in Italia oltre 96.000 diagnosi contro le 38.600 degli uomini). Cresce l'attenzione, ma i casi accertati sarebbero solo un quarto di quelli reali. Dal ministero la mappa dei numeri, delle leggi e dei centri per gestire la celiachia.

La celiachia è l’intolleranza alimentare più frequente a livello mondiale con una prevalenza stimata intorno all’1%, considerando sia la fascia degli adulti sia quella dei bambini. La sua incidenza, però, resta ancora molto sottostimata, nonostante cresca l’attenzione a questo disturbo e, contestualmente, la normativa in materia e anche i servizi a disposizioni, tra cui punti vendita alimentari e ristoranti per celiaci.

Secondo la Relazione annuale al Parlamento del Ministero della Salute sulla celiachia (dati anno 2011), il numero teorico di celiaci dovrebbe essere intorno ai 600.0000, ma le persone a cui è stata realmente fatta una diagnosi di celiachia sono solo 135.800. Purtroppo solo un quarto di quelli stimati. I dati del 2011 che Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano trasmettono ogni anno al Ministero della Salute confermano comunque il trend di diagnosi in aumento nel tempo. E una prevalenza inferiore a quella mondiale: 1,00% circa contro lo 0,23 % italiano.

domenica 15 dicembre 2013

La cucina dei bambini: Risotto blu spaziale con UFO vegan(i)

Avete letto bene: risotto blu con UFO. Stavamo pensando a qualcosa di davvero originale per la rubrica di oggi quando ci è tornato in mente un piccolo gioiello della fantascienza nostrana, "Memorie di un cuoco d'astronave" di Massimo Mongai. Bene, in questo romanzo il cuoco lo preparava, nientemeno che per un incontro di chef di svariate razze galattiche. Qui ne riportiamo una versione da noi riveduta e corretta: questa volta, è proprio il caso di chiamarla Vegana.

sabato 14 dicembre 2013

Sapori (vegan) di Grecia: Tzatziki, moussaka e stifado

La cucina tipica greca è piuttosto pesante per tradizione culinaria. Si basa inoltre prettamente su piatti di carne e pesce (anche per la relativa povertà del terreno che non consente grandi coltivazioni intensive di vegetali). Siamo normalmente abituati ad associarla all'estate e alle vacanze, ma questo più per la natura di quelle terre (ora sofferenti, questo post è anche un pensiero partecipe a quel popolo meraviglioso) che per la natura delle ricette, perfette anzi per l'inverno. Qui vi proponiamo tre dei piatti più famosi di questa tradizione, naturalmente rivisti in chiave vegan. Kalì oreksi, buon appetito!

giovedì 12 dicembre 2013

La rivoluzione della bioarchitettura, tra materiali naturali, tecniche antiche e moderne tecnologie

La bioarchitettura è un'Architettura ispirata ai principi vitali, una tecnica il cui obiettivo è quello di realizzare abitazioni, e quindi città, progettate come organismi viventi. Gli edifici costruiti con le regole della bioarchitettura sono abitazioni che stabiliscono un rapporto equilibrato con l'ambiente in cui si inseriscono e con coloro che ospitano.
Inizialmente la bioarchitettura si è diffusa nei paesi di lingua tedesca dove si è affermata come disciplina di studio grazie all'architetto Anton Schneider, dell'Istituto per la Bioedilizia di Neubeuern in Germania, che ha individuato le linee guida per un corretto approccio progettuale.
Con il termine bioarchitettura si indica una "filosofia" del costruire, del ristrutturare e dell'abitare che risponde alle esigenze del bios, della vita. Infatti nella realizzazione di un progetto di bioarchitettura si presta particolare attenzione alla tutela dell'ambiente e del paesaggio che ospita la struttura, ma non solo, i progettisti si concentrano anche sugli aspetti culturali, sociali ed economici degli utenti.

I giochi perduti: Le biglie

 Inauguriamo oggi una nuova rubrica dedicata ai bambini, ai genitori e, perché no, a chi vuole tornar fanciullo. I giochi perduti, giochi antichi, in molti casi nati nelle nebbie del tempo antico e quasi sempre diffusissimi fino al tempo della grande diffusione dei giochi elettronici. Sono migliaia, naturalmente, ma per tutti ci sono degli elementi in comune ed è per questi che abbiamo deciso di rispolverarli e proporli. Innanzi tutto erano giochi “sociali”. I bambini di ogni epoca si ritrovavano per parteciparvi, per trascorrere il tempo e anche per relazionarsi tra loro. Oggi forse si trascura l’importanza che questa fase di vita dei più giovani sia fondamentale non solo a livello personale ma anche a livello comunitario. Spesso era durante i giochi di bambini, tra innocente competizione e spirito di squadra e partecipazione, che si formavano le radici di una struttura comunitaria coesa e solidale. Un altro aspetto è quello delle pochissime necessità richieste da questi giochi. Era, ed è, sufficiente un fazzoletto di terra nuda, un muretto, un sagrato ed un gessetto, qualche pezzo di legno, una palla (una). Nessuno ne può essere escluso a causa delle proprie possibilità. Non a caso, fino a tempi recentissimi, la distinzione è stata molto netta tra giochi e giocattoli (in altri tempi chiamati balocchi), con una grandissima rilevanza dei primi, ovvero quelli che venivano praticati.

mercoledì 11 dicembre 2013

Scopriamo lo yoga della risata

Cure Alternative: Ridere fa bene. Al cuore, allo spirito, alla mente, alla salute. Lo sapete tutti, vero? E che può essere cura, strumento di cambiamento, tecnica di meditazione e molto altro ancora?
In questa bella chiacchierata con Letizia Espanoli oggi parliamo proprio di questo: Lo yoga della risata

Ciao Letizia, parlaci un po' di te per cominciare
Sono assistente sociale e da oltre quattordici anni libera professionista, consulente e formatrice in molte realtà socio sanitarie pubbliche e private italiane.
Promuovo da sempre modelli di cura e organizzativi capaci di creare il ben essere dell'intera trade terapeutica (anziani, familiari e operatori).
Il mio stile formativo è quello di coniugare il rigore scientifico e le moderne conoscenze intorno a temi quali la fisica quantistica, la programmazione neurolinguistica, la psiconeuroendocrinoimmunologia promuovendo sempre stimoli culturali umanizzanti.
Mi occupo da molto tempo di modelli gestionali e culturali intorno al tema delle demenze, operando come formatrice anche nelle aree dell'etica, dell'accompagnamento al vivere fino all'ultimo respiro e leadership in ambienti socio sanitari.
Sono autrice di numerose pubblicazioni (Maggioli Editore), e da anni svolgo anche attività di life e business coach. Teacher certificata di Yoga della Risata, sono conduttrice di numerosi progetti per la riduzione dello stress lavoro correlato. Mi potete trovare qui letizia.espanoli@alice.it e qui www.letiziaespanoli.com.