venerdì 17 gennaio 2014

Vegetariani nella storia: Nikola Tesla

Il 10 Luglio 1856 a Smiljan nasceva Nikola Tesla, scienziato, fisico, inventore, o più semplicemente colui che è stato da molti definito “l’uomo che ha inventato il ventesimo secolo”.
Tesla, spesso omesso dai libri di testo, o poco conosciuto dai più, sta emergendo a poco a poco dall’ombra grazie all’opera di diversi appassionati ammiratori (sì, anche gli scienziati hanno ammiratori!) che in tutto il mondo si adoperano per organizzare conferenze, pubblicare libri e documentari e gestire siti internet tramite i quali il genio di Tesla viene celebrato come merita.
Partecipa alla grande mobilitazione globale di Macrolibrarsi per ridare a questo geniale inventore il lustro che merita, attraverso la pubblicazione di uno dei migliori film mai girati sulla vita di Tesla e prodotto da Orson Wells in persona: ” Il segreto di Nikola Tesla ” di Kristo Papic, assieme al libro ” Tesla Lampo di Genio ” di Massimo Teodorani, astrofisico, che indaga anch’esso sulle invenzioni, e sull’incredibile vita di Nikola Tesla.
Tesla, infatti, non era uno scienziato e un inventore come tanti altri, ma la sua vita fuori dal comune ed i suoi eccentrici esperimenti furono strettamente legati. Genio e follia. Questo fu chiaro fin da subito, dato che al momento della nascita era in corso un fortissimo temporale con tuoni e lampi, e l’ostetrica disse “Sarà il figlio dei temporali”, ma sua madre precisò “No, sarà il figlio della luce!”. E mai ci fu una predizione più azzeccata.
Tesla è infatti padre della moderna corrente alternata, dei neon, della radio, della TV, dei radar, dei raggi X, e molte altre invenzioni ed esperimenti che forse non furono mai portati a termine se non nella fervida fantasia dell’inventore. Fu però costretto a lottare per tutta la vita vuoi contro chi voleva sminuire le sue invenzioni, come Edison che non volle mai dare credito alla corrente alternata, vuoi con chi cercò impropriamente di rubargliele, come Marconi con la radio. Tesla morì solo, abbandonato dai suoi finanziatori e accusato di essere diventato troppo folle per fare lo scienziato.
Molti dei suoi appunti si dice siano misteriosamente spariti dalla sua stanza prima che il nipote Sava Kosanovic’ si recasse a visitare la salma. Altri furono sottratti alla famiglia per ricerche top secret dell’esercito statunitense e poi andarono misteriosamente persi anch’essi.
Ma il suo genio, era tutto frutto di studi e ricerche? Sappiamo che fin da quando era piccolo, Tesla era solito vedere come dei lampi di luce, e da questi lampi scaturivano delle immagini, tanto che faticava a distinguere tra fantasia e realtà. Con il tempo, come dice lui stesso nella sua biografia, queste immagini divennero vere e proprie visioni, in cui lui poteva montare e smontare le sue invenzioni e vederle in funzione prima ancora di averle costruite.
Ma non sono solo queste incredibili caratteristiche a rendere Nikola Tesla un uomo troppo avanti per i suoi tempi. Come disse in uno dei suoi più famosi interventi, Tesla credeva in un futuro di pace, un mondo libero con un’energia disponibile per tutti e su larga scala.
Pochi conoscono questo aspetto del carattere di Tesla. Può essere considerato anche animalista? Io dico di sì.
Le sue parole espresse più di un secolo fa sono così attuali dimostrando che la verità davvero non ha tempo e non è mai obsoleta.
Non saprei dire se Tesla escludesse anche il consumo di uova, alla fine dell’800 non credo che esistessero allevamenti intensivi di galline ovaiole tali da suscitare sentimenti avversi. Di certo Tesla era vegetariano, non mangiava carne, non solo per motivi salutistici, ma tenendo ben presente l’evitabile massacro di animali.
Estratto da:
“Il problema di aumentare l’energia umana con riferimenti in particolare allo sfruttamento dell’energia del sole”
The Century Illustrated Magazine, giugno 1900
di Nikola Tesla – trad. Luciano Gianazza
“Altri mille mali potrebbero essere citati, ma tutti messi insieme, nella loro attinenza al problema in discussione, non potrebbero eguagliarne uno solo, la mancanza di cibo, causata da povertà, miseria e carestia.
Milioni di individui muoiono ogni anno per mancanza di cibo, mantenendo così giù la massa. Anche nelle nostre comunità illuminate, e nonostante i molti sforzi di beneficenza, questo è ancora, con ogni probabilità, il male supremo. Non mi riferisco qui all’assoluta mancanza di cibo, ma alla necessità di cibo salutare. Come fornire cibo buono e abbondante oggi è, dunque, il problema più importante.
Come principio generale, l’allevamento del bestiame come mezzo per fornire cibo è discutibile, perché, nel senso di cui sopra, indubbiamente porta all’aumento di una popolazione di una “velocità inferiore”.
E’ certamente preferibile coltivare vegetali, e credo quindi che il vegetarianismo sia un allontanamento raccomandabile dalla radicata barbara abitudine. Che si possa vivere di alimenti vegetali e compiere il proprio lavoro ancora meglio non è una teoria, ma un fatto ben dimostrato. Molte razze che vivono quasi esclusivamente di verdure sono di corporatura e forza superiori. Non c’è dubbio che alcuni alimenti vegetali, come la farina d’avena, sono più economici della carne, e superiori ad essa per prestazioni meccaniche e mentali.
Tali cibi superiori, inoltre, gravano decisamente meno sui nostri organi digestivi, e, rendendoci più contenti e socievoli, producono una quantità di bene difficile da stimare. Alla luce di questi fatti tutti gli sforzi dovrebbero essere fatti per fermare lo sfrenato e crudele massacro di animali, che è distruttivo per il nostro morale.
Per liberarci da istinti e appetiti animali, che ci tengono giù, si dovrebbe cominciare alla radice da cui il problema ha origine: dovremmo fare una riforma radicale del cibo. Sembra che non ci sia alcuna necessità filosofica del cibo. Possiamo concepire degli esseri organizzati viventi senza nutrimento e che derivano tutta l’energia di cui hanno bisogno per l’assolvimento delle loro funzioni vitali dall’ambiente. In un cristallo abbiamo la prova evidente dell’esistenza di un principio di vita formativo e, anche se non riusciamo a capire la vita di un cristallo, è tuttavia un essere vivente.”
(Fonte: nikolatesla.it)

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