
Isabella e Neroni: la vita con due galline per amiche
di Simona Basi
Isabella
è stata salvata insieme alla sua ‘sorellina’ Neroni sabato 11 settembre 2010.
E’ stata con noi per 1 anno e 7 mesi (esattamente quanto è stata con noi la
successiva cucciola Laura, la mia bimba arancione che era affezionatissima a me
e non voleva che accarezzassi le altre galline. Isabella è sempre stata dolcissima e alla
sorellina Neroni le lasciava tutte vinte. Era la prima volta che tenevo due
‘sorelline’ in una volta ed è stata un’esperienza dolcissima, casa mia sembrava
‘bimbolandia’! Rientravo ed ero subito circondata da tanta dolcezza, tanta
tenerezza da parte di tutte e due!
L’ho
capito subito che mia mamma proteggeva e ‘patteggiava’ per Isabella, così io
iniziai a ‘patteggiare’ per Neroni (o forse è stato il contrario: ho iniziato
io a fare delle preferenze e mia madre ha agito impulsivamente di
conseguenza).
Quante coccole… con Isabella e
Neroni ho provato per la prima volta l’immensa dolcezza di avere due
‘sorelline’ in casa che si facevano compagnia tra di loro quando ero al lavoro,
in attesa che arrivassi per portarle entrambe al parco! Cosa che accadeva tutti
i giorni, almeno due o tre volte al giorno.

Poi
quando Neroni ci lasciò, io e Isabella iniziammo a farci coraggio insieme.
Ricordo le prime tristissime settimane, io ero come annientata e portavo giù la
mia unica gallina, senza più sentire addosso la simpatia imperante di Neroni,
le sue fusa rumorosissime e avevo solo un grande vuoto nel cuore. Ma Isabella
mi stette sempre vicina. Capiva che avevo bisogno di lei e non mi ha serbato
rancore nemmeno per un istante per come l’avevo trattata sino a quel momento,
da gallina ‘n.2’, insomma, quando invece non se lo meritava affatto!

Neroni
ci è venuta a mancare il 25 giugno del 2011 e l’8 agosto andammo a salvare
altri 3 pulcini (pensavo di far cosa gradita a Isabella, così aveva compagnia,
per poi scoprire invece che era gelosissima anche lei… e mia madre mi convinse
della mia nuova mancanza di tatto che ho avuto nei suoi riguardi e ci stetti
nuovamente male).
Isabella
fu sin da subito una gallina davvero ‘pantofolaia’ e in particolare me ne
accorsi quando presi i 3 pulcini: con loro ero costretta a stare fuori nel
parco tutto il giorno e per non far stare Isabella in casa da sola, portavo
sempre giù anche lei. Una volta giù, Isabella stava nel parco per pochissimi
minuti, poi la vedevo che faceva retromarcia e si incamminava da sola verso
casa. Mi aspettava vicino all’ascensore e oramai i condomini non ci facevano
più caso se vedevano la mia gallina sconsolata che guardava su, verso le scale,
quando uscivano dall’ascensore.
Un
giorno mi trovai a gestire l’emergenza ‘pericolo cane del vicino in
avvicinamento’ ed avevo fuori sia i 3 pulcini, sia Isabella che sin da quando
la salvai dall’allevamento non camminava bene ed io ero da sola! Così mi
venne in mente di aprire la porta della ‘sala riunioni’ e di farci accomodare
la mia Isabella, per poter poi correre dai pulcini a proteggerli e metterli in
salvo. Da quel giorno Isabella quando si sentiva stanca di stare nel parco non
cercava più di andare in ascensore, ma si dirigeva diretta in sala riunioni. Facevamo tutti un po’ fatica a trattenere l’ilarità di vedere questa gallina
che guardava tutti i condomini che rientravano o uscivano, bella accovacciata
in ‘sala riunioni’, da perfetta ‘amministratrice di condominio’!
Un
altro aspetto molto dolce che ricordo di Isabella è che aveva gli stessi orari
di mia mamma: come mia mamma, anche lei preferiva dormire molto la mattina e la
sera invece stava sveglia sino a tardi a guardare la televisione, tant’è che spesso in casa ero io ad andare a letto
per prima anche rispetto alla gallina. Quando
poi finiva il film, o quando la nostra piccola si sentiva stanca, lei prendeva
su e si incamminava da sola al buio del corridoio per cercare di raggiungere la
mia stanza ed accovacciarsi sotto il mio comodino. E puntualmente sentivo ad un
certo punto mia mamma chiedermi di chiamarla perché, come forse saprete,
le galline non ci vedono al buio e quindi la nostra Isabellina faceva fatica a
raggiungermi senza seguire la mia voce che l’accompagnava durante il suo
‘tragitto’ sin sotto al mio comodino.

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